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Jean-Luc Mélenchon, leader del partito La France Insoumise (LFI), ha presentato sabato il suo programma per le elezioni presidenziali francesi, previste per la prossima primavera, durante un comizio svoltosi a Le Bourget, a nord di Parigi. All’evento hanno partecipato oltre 20.000 sostenitori, secondo il suo direttore della campagna elettorale.
Il candidato della sinistra radicale ha annunciato una politica economica opposta a quella promossa dal presidente Emmanuel Macron, basata sul rilancio dei consumi e sulla destinazione del risparmio verso obiettivi sociali ed ecologici. Il programma di LFI prevede il congelamento dei prezzi, l’aumento del salario minimo netto a 1.700 euro, l’indicizzazione dei salari all’inflazione e la fissazione di un tetto ai prezzi degli alimenti di base.
Mélenchon promette inoltre l’annullamento della riforma delle pensioni e il ritorno al pensionamento a 60 anni per le persone con 40 anni di contributi. Il partito propone tasse più alte per i nuclei familiari benestanti e l’abolizione dell’aliquota unica sui redditi da capitale.
In politica estera, il leader di LFI ha criticato la NATO e le «guerre americane», sostenendo il ritiro graduale della Francia dall’Alleanza e la costruzione di un fronte globale dei Paesi non allineati. Ha sostenuto il sostegno ai palestinesi e ha affermato che la soluzione della guerra in Ucraina non può includere concessioni territoriali senza consultare le popolazioni interessate. I sondaggi recenti lo indicano come il candidato più forte della sinistra, con possibilità di arrivare al secondo turno, dove tuttavia perderebbe contro Marine Le Pen.
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