La France insoumise, la formazione di estrema sinistra guidata da Jean-Luc Mélenchon, propone il ritiro della Francia dal comando militare integrato della NATO e, successivamente, dall’organizzazione. La misura è inclusa nel programma ufficiale di 222 pagine pubblicato venerdì, prima delle elezioni presidenziali francesi dell’anno prossimo.
Il documento respinge anche l’obiettivo di destinare il 5% del PIL alla difesa, sostenuto dagli Stati Uniti. Al contrario, la formazione afferma che la Francia continuerebbe a offrire assistenza agli Stati membri dell’Unione europea, sulla base dei trattati europei.
Il programma prevede la nazionalizzazione di alcune aziende strategiche dell’industria della difesa, tra cui ArianeGroup, nonché la riduzione della dipendenza dalle attrezzature e dai servizi forniti dagli Stati Uniti attraverso la NATO. Il partito sostiene investimenti nelle comunicazioni, nell’intelligence e nella logistica e propone regole più severe per le armi autonome letali e le armi nucleari.
Per quanto riguarda l’Ucraina, la formazione non annuncia la fine del sostegno, ma insiste su una soluzione diplomatica e su garanzie collettive di sicurezza. La France insoumise vuole anche la chiusura del centro spaziale della NATO di Tolosa, opponendosi alla corsa agli armamenti spaziali, ma sostiene lo sviluppo di uno spazioplano francese.
Mélenchon sale in alcuni sondaggi e potrebbe arrivare al secondo turno, anche in uno scontro con la leader dell’estrema destra, Marine Le Pen, che a sua volta sostiene il ritiro della Francia dal comando militare integrato della NATO.
Contesto: le polemiche sulla NATO e sul sostegno all’Ucraina hanno intensificato la campagna in Francia prima delle elezioni
Prima della discussione su un possibile allontanamento dalla NATO, Marine Le Pen ha dichiarato di voler rinviare il ritiro della Francia dal comando integrato finché continua la guerra in Ucraina, in una posizione più sfumata rispetto alle dichiarazioni precedenti. Allo stesso tempo, ha affermato che Parigi «non può più» sostenere finanziariamente l’Ucraina al livello attuale a causa della difficile situazione delle finanze pubbliche, precisando tuttavia che potrebbe continuare l’addestramento militare e la fornitura di equipaggiamenti per la difesa.
Parallelamente, diversi sondaggi pubblicati prima del programma della campagna elettorale mostravano che Le Pen e Jean-Luc Mélenchon si erano rafforzati nelle intenzioni di voto. Uno scenario di ballottaggio di un sondaggio Odoxa (ottobre) dava Mélenchon al secondo posto (18%), mentre Le Pen raggiungeva il 37% al primo turno; un’altra ricerca indicava un rafforzamento della polarizzazione e prevedeva la qualificazione dei due al ballottaggio in diversi scenari.