In regime di emergenza, l'UNESCO ha deciso di includere il sito archeologico di Sebastia nella Cisgiordania occupata e cinque castelli nella zona del Monte Amel in Libano nella Lista del Patrimonio Mondiale e nella Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo. Questa decisione è stata presa in risposta ai conflitti armati in Medio Oriente, con l'obiettivo di proteggere questi monumenti storici.
Il ministro libanese della Cultura e un rappresentante della delegazione palestinese all'UNESCO hanno accolto questa azione, considerandola un passo importante per la conservazione del patrimonio culturale. D'altra parte, il ministro degli Affari Esteri di Israele ha criticato le nomination, accusando la delegazione palestinese di utilizzare il patrimonio culturale come strumento politico e di tentare di cancellare la storia ebraica e cristiana dei siti. Israele si è ritirato dall'UNESCO nel 2019, invocando una minimizzazione dei legami storici degli ebrei con la Terra Santa.
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