Il presidente Nicușor Dan ha sottolineato, in un discorso dedicato ai 70 anni dall’ingresso della Romania come Stato membro dell’UNESCO, che la protezione del patrimonio culturale e lo sviluppo dell’educazione rappresentano responsabilità essenziali in un mondo segnato da cambiamenti tecnologici e sociali.
Il capo dello Stato ha spiegato che il ruolo dell’UNESCO assume nuove dimensioni nell’era dell’intelligenza artificiale. Secondo lui, la tecnologia deve rimanere al servizio delle persone, mentre l’educazione deve essere tutelata come diritto e bene comune dell’umanità, capace di sviluppare il pensiero critico, l’autonomia e la responsabilità.
Nicușor Dan ha rilevato che le nuove tecnologie possono sostenere la ricerca, la protezione e la trasmissione del patrimonio alle generazioni future, nel rispetto della sua autenticità e del suo significato.
Il presidente ha evidenziato anche il ruolo delle comunità locali e dei giovani nella conservazione del patrimonio. Ha sostenuto che questo non può essere protetto soltanto dalle istituzioni, ma deve essere conosciuto, rispettato e fatto proprio dalle comunità.
In questo contesto, i 70 anni di cooperazione tra la Romania e l’UNESCO non rappresentano soltanto un bilancio, ma l’inizio di una nuova fase, che presuppone investimenti nell’educazione, nella scienza e nella conoscenza, la protezione del patrimonio di fronte ai cambiamenti climatici e la difesa della diversità culturale e della libertà di espressione.
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