Il governo italiano chiede la rapida designazione, mediante consenso, di uno o più rappresentanti dell’Unione Europea che discutano con la Russia della guerra in Ucraina. L’appello arriva dopo che i primi ministri della Norvegia e il presidente della Finlandia hanno telefonato a Vladimir Putin, precisando di aver parlato a nome dei propri Paesi, non dell’Europa.
Fonti dell’ufficio di Giorgia Meloni hanno avvertito che la mancanza di un mandato europeo chiaro incoraggia gli Stati membri ad agire separatamente e rischia di ridurre l’influenza dell’UE nei negoziati di pace. Roma sostiene che l’Europa debba decidere rapidamente chi rappresenti i suoi interessi, poiché i negoziati non aspetteranno.
Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno giustificato la conversazione con la vicinanza dei loro Paesi alla Russia e l’impatto diretto della guerra sulla sicurezza europea. L’iniziativa è stata criticata anche dalla prima ministra danese Mette Frederiksen, che ha affermato che non era stata coordinata con gli altri Stati.
Giorgia Meloni, Alexander Stubb, Petr Pavel, Mette Frederiksen e Jonas Gahr Store figurano nella lista ristretta dei possibili negoziatori europei. Per il mese prossimo sono previsti, ad Abu Dhabi, colloqui tra gli Stati Uniti, la Russia e l’Ucraina.
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