In un contesto di proteste massicce, che rappresentano la maggiore sfida per la leadership iraniana in anni, il capo della polizia nazionale, Ahmad-Reza Radan, ha emesso un ultimatum ai manifestanti, chiedendo loro di arrendersi entro tre giorni per beneficiare di pene più leggere. Il governo ha riconosciuto le difficoltà economiche che hanno generato le manifestazioni, ma ha promesso anche una severa rappresaglia contro coloro considerati istigatori della violenza. Negli ultimi giorni, sono stati segnalati circa 3.000 arresti, ma le organizzazioni per i diritti umani stimano che il numero potrebbe arrivare a 20.000.
Inoltre, l'ONU ha avvertito che l'Iran utilizza le esecuzioni come strumento di intimidazione, avendo il tasso di esecuzione più alto dopo la Cina. Nonostante le difficoltà di accesso alle informazioni a causa di un'interruzione di internet, le ONG sostengono che oltre 3.400 manifestanti sono stati uccisi dalle forze di sicurezza. Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che sosterrà l'Iran nel superare questo periodo difficile.
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