L’Iran ha deciso giovedì di espellere entro 48 ore un diplomatico svedese che si trova a Teheran, in risposta alla misura adottata il giorno precedente dalla Svezia nei confronti di un diplomatico iraniano. La decisione acuisce le tensioni tra i due Paesi, sullo sfondo delle accuse relative ad attività incompatibili con le disposizioni della Convenzione di Vienna.
L’ambasciatore svedese è stato convocato al ministero degli Esteri iraniano, dove le autorità di Teheran hanno definito l’espulsione del diplomatico iraniano «ingiustificata e contraria al diritto internazionale». L’Iran ha inoltre respinto le accuse svedesi, descrivendole come infondate.
Stoccolma ha annunciato mercoledì di aver convocato l’ambasciatore iraniano e ordinato l’espulsione di uno dei dipendenti della missione diplomatica. Le autorità svedesi non hanno rivelato l’identità della persona né il motivo esatto della decisione.
Il ministro svedese della Giustizia, Gunnar Strömmer, ha dichiarato che l’Iran svolge da tempo attività in Svezia e contro alcuni oppositori iraniani, nonché contro interessi ebraici e israeliani. Secondo il funzionario, in tali azioni sarebbero coinvolte reti criminali.
Le relazioni bilaterali sono tese da diversi anni. Nel maggio 2024, i servizi svedesi hanno accusato l’Iran di reclutare membri di bande per compiere atti di violenza contro Israele. Teheran ha respinto le accuse. Le divergenze riguardano anche i casi di alcuni cittadini svedesi di origine iraniana condannati o detenuti in Iran.
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