L'inflazione annuale negli Stati Uniti è salita al 3,7% a settembre, dal 3,4% di agosto, a causa di un nuovo aumento dei prezzi dei carburanti provocato dalla guerra in Iran. I dati sono stati pubblicati mercoledì e hanno superato la stima del 3,6% degli economisti consultati da Bloomberg.
L'inflazione di fondo, che esclude i prezzi degli alimentari e dell'energia, è salita dal 2,4% al 2,6%, superando anch'essa le aspettative degli analisti di Wall Street. L'andamento mette sotto pressione la popolazione americana in vista delle elezioni legislative di novembre e alimenta i timori di nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
Dopo la pubblicazione dei dati, i rendimenti dei titoli di Stato americani sono aumentati. Il rendimento dei titoli biennali ha raggiunto il 4,91%, in rialzo di 0,13 punti percentuali, segnalando che gli investitori prevedono una politica monetaria più restrittiva.
Il presidente Donald Trump cerca di limitare gli effetti economici del conflitto in Medio Oriente, mentre il malcontento degli elettori potrebbe danneggiare il Partito Repubblicano alle elezioni di novembre. La scorsa settimana, Trump ha annunciato un accordo con Vladimir Putin per la fornitura di gasolio ai mercati statunitensi e internazionali: oltre 300.000 tonnellate immediatamente, 500.000 tonnellate a novembre e un altro milione di tonnellate in seguito.
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