Il Parlamento indiano ha avviato, giovedì, una sessione speciale di tre giorni per analizzare una riforma costituzionale che prevede il raddoppio del numero di seggi nel Legislativo, da 543 a 850, e la riservazione del 33% dei posti per le donne.
Questa iniziativa, considerata dall'opposizione una manovra per alterare l'equilibrio del potere, farebbe dell'India il paese con il maggior numero di camere dei rappresentanti, superando il Regno Unito. La riforma include una ridistribuzione dei collegi elettorali, favorendo gli stati del nord, con una popolazione più grande, a scapito di quelli del sud. L'attuale distribuzione dei seggi risale al 1973, e ogni deputato rappresenta in media oltre 2,5 milioni di abitanti.
Il Primo Ministro Narendra Modi ha sottolineato l'importanza dell'empowerment delle donne, mentre il leader dell'opposizione, Rahul Gandhi, ha accusato il governo di utilizzare la riservazione dei posti per le donne come pretesto per consolidare il potere. Attualmente, le donne occupano solo il 14% dei posti nella camera bassa del Parlamento indiano. Il partito di governo BJP ha tempo fino al 18 aprile per ottenere la maggioranza necessaria all'approvazione della riforma.
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