Gruppi di cittadini italiani e di altre nazionalità, denominati "turisti cecchini", sono accusati di aver partecipato al massacro degli abitanti di Sarajevo durante la guerra in Bosnia, pagando i soldati di Radovan Karadžić per trasportarli sulle colline intorno alla città assediata. I pubblici ministeri di Milano, guidati da Alessandro Gobbi, hanno avviato un'inchiesta per identificare le persone coinvolte, accusate di omicidio volontario aggravato.
L'inchiesta è stata avviata dopo una denuncia dello scrittore Ezio Gavazzeni, che ha raccolto prove ed è stato ispirato dal documentario "Sarajevo Safari". Gavazzeni sostiene che molti occidentali, attratti dalla violenza, hanno pagato somme ingenti per sparare sui civili, senza motivazioni politiche. I sospetti si incontravano a Trieste e viaggiavano a Belgrado, dove erano accompagnati da soldati serbi. Le prove raccolte potrebbero portare a un'inchiesta seria, considerando l'impatto devastante dei cecchini sulla popolazione, inclusi casi celebri come quello della coppia Boško Brkić e Admira Ismić.
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