Gli omaggi resi in Serbia a Ratko Mladić, ex comandante serbo-bosniaco condannato all’ergastolo per genocidio e altri crimini commessi durante la guerra in Bosnia, hanno suscitato una nuova condanna da parte dell’Unione europea. La Commissione afferma che la glorificazione dei criminali di guerra è incompatibile con i valori europei, ma non ha annunciato ulteriori misure nei confronti di Belgrado né un cambiamento della propria posizione sui negoziati di adesione.
In breve
I funerali di Mladić si sono svolti in Serbia sullo sfondo degli avvertimenti europei contro l’omaggio a una persona condannata per genocidio e crimini di guerra.
La commissaria per l’allargamento, Marta Kos, aveva già annullato la sua visita in Serbia, criticando la glorificazione dell’ex comandante militare.
La Commissione non ha annunciato la sospensione dei negoziati di adesione o altre nuove misure e non ha precisato un calendario per eventuali decisioni.
Paula Pinho ha sostenuto che i funerali non si svolgevano con onori di Stato, mentre i giornalisti hanno contestato la spiegazione, citando la partecipazione di militari e di alcuni membri del governo.
Mladić è stato condannato per il genocidio di Srebrenica e per crimini che includevano la persecuzione e la deportazione di civili, il terrorismo ai danni della popolazione di Sarajevo e la presa di ostaggi.
Migliaia di persone si sono radunate a Belgrado per i funerali dell’ex comandante, secondo quanto riferito da Reuters. La cerimonia si è svolta dopo il trasporto della sua salma dai Paesi Bassi con un aereo del governo serbo, un gesto che aveva già contribuito alla controversia sul coinvolgimento delle autorità nel rendergli omaggio.
Marta Kos ha annullato la sua visita in Serbia prima dei funerali, affermando che la glorificazione di Mladić contraddice i valori sui quali si fonda il percorso europeo. La commissaria ha sottolineato che l’avvicinamento all’UE presuppone l’assunzione del passato, la riconciliazione e il rispetto delle vittime dei crimini di guerra.
A Bruxelles, il portavoce per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Christian Wigand, ha spiegato che la posizione europea è stata riaffermata nel contesto della sepoltura. L’UE condanna l’omaggio ai criminali di guerra, la negazione del genocidio e il revisionismo sia negli Stati membri sia nei Paesi candidati ed esprime solidarietà alle vittime dei conflitti nell’ex Jugoslavia.
Le domande rivolte alla Commissione riguardavano le conseguenze di questa posizione per i rapporti con la Serbia. I giornalisti hanno chiesto di sapere se l’esecutivo europeo proporrà il congelamento dei negoziati di adesione o modificherà il proprio sostegno all’apertura di nuovi gruppi di capitoli. La portavoce principale, Paula Pinho, ha risposto che il messaggio della Commissione era stato trasmesso chiaramente alle autorità serbe, ma non ha annunciato una decisione sui prossimi passi.
La controversia si è concentrata anche sulla natura dei funerali. Pinho ha affermato che vi erano state informazioni su una cerimonia prevista con onori di Stato, ma che ciò non stava accadendo. Diversi giornalisti hanno contestato l’affermazione, citando la presenza di rappresentanti dell’esercito e del governo e chiedendo che fosse spiegata la distinzione operata dalla Commissione.
Pinho non ha fornito ulteriori criteri per tale valutazione. Ha detto che l’organizzazione dei funerali spetta alla Serbia e ha ribadito l’opposizione della Commissione all’omaggio a un criminale di guerra, senza precisare se la partecipazione dei rappresentanti dello Stato determinerà misure concrete.
Mladić ha comandato le forze serbo-bosniache durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina. La sua condanna riguarda il genocidio commesso a Srebrenica nel 1995, ma anche la persecuzione, l’uccisione, la deportazione e il trasferimento forzato di civili. I giudici hanno inoltre stabilito la sua responsabilità per la campagna di tiri dei cecchini e bombardamenti che terrorizzò la popolazione di Sarajevo e per la presa di ostaggi tra il personale dell’ONU.
Il Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia lo ha condannato all’ergastolo nel 2017, e le condanne e la pena sono state confermate in appello nel 2021. Mladić è morto mentre era ricoverato all’Aia, secondo il Meccanismo internazionale residuale per i tribunali penali.
Per quanto riguarda i contatti politici con la regione, la Commissione ha confermato che Ursula von der Leyen sta preparando il tour annuale nei Balcani occidentali. Il programma non è tuttavia ancora definitivo e Pinho non ha confermato se la Serbia sarà inclusa. L’annullamento della visita di Marta Kos non è stato accompagnato, durante questo briefing, dall’annuncio dell’annullamento di una visita della presidente della Commissione a Belgrado.
L’UE pone la riconciliazione e le relazioni di buon vicinato tra gli elementi centrali della cooperazione con i Balcani occidentali. Nella sua posizione sulla morte di Mladić, il servizio diplomatico europeo riafferma il sostegno alla risoluzione delle controversie regionali e bilaterali ereditate dai conflitti degli anni 1990, in conformità con il diritto internazionale. Il messaggio riguarda esplicitamente anche i Paesi candidati, per i quali il rispetto dei valori europei fa parte dell’avvicinamento all’Unione.
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