Il Parlamento ungherese ha votato una legge che potrebbe costringere il comune di Budapest, guidato dal sindaco ecologista Gergely Karacsony, a contrarre prestiti in condizioni poco chiare, nel contesto di una crisi finanziaria acuta. La legge è stata adottata rapidamente, con 136 voti favorevoli e 34 contrari, e consente al comune di richiedere un prestito dalla Banca di Sviluppo dell'Ungheria, in caso di ritardi nel pagamento degli stipendi. Inoltre, il sindaco è obbligato a presentare documenti finanziari e a implementare riforme entro sei mesi, altrimenti rischia una pena di fino a due anni di carcere.
Karacsony accusa il governo guidato da Viktor Orban di perseguitare la capitale e di imporre tasse eccessive, che danneggiano gravemente il bilancio municipale. Il comune ha contestato in tribunale la tassa di solidarietà, considerata incostituzionale, ma il governo sostiene la necessità di ridistribuire i fondi. Questa situazione tesa riflette il conflitto tra l'amministrazione locale e il governo centrale.
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