Nel corso di un congresso preelettorale del partito Russia Unita, il capo della diplomazia russa, Sergei Lavrov, ha affermato che la Russia non cercherà di negoziare con i paesi occidentali, sottolineando che questi hanno dichiarato guerra alla Russia attraverso il conflitto in Ucraina.
Lavrov ha sostenuto che l'Occidente aspetta da anni che Mosca si impegni in negoziati, ma ha sottolineato che nell'Europa di oggi non ci sono interlocutori con cui discutere.
Queste dichiarazioni arrivano sullo sfondo dell'intensificarsi degli attacchi reciproci tra Russia e Ucraina, in particolare nel contesto degli attacchi ucraini alle raffinerie russe, che hanno portato a un secondo ondata della crisi del carburante in Russia.
Le autorità russe hanno riconosciuto l'impatto di questi attacchi sulle infrastrutture, ma hanno assicurato che gli effetti non sono critici.
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