Il ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, ha affrontato direttamente il suo omologo russo, Serghei Lavrov, durante una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Nella sua replica, il rappresentante di Varsavia ha respinto le affermazioni di Mosca sugli eventi in Ucraina e ha criticato la politica militare ed estera del Cremlino.
Sikorski ha negato che il cambio di potere a Kiev, nel 2014, sia stato un colpo di Stato. Ha sostenuto che il Parlamento ucraino abbia rimosso Viktor Ianukovyč dopo l’uccisione di oltre 100 civili e ha respinto anche l’accusa secondo cui la lingua russa sarebbe stata vietata in Ucraina.
Il ministro polacco ha accusato la Russia di condurre una campagna di aggressione ibrida in Europa attraverso sabotaggi, attacchi informatici, assassinii su commissione e incidenti con droni ai confini della NATO. Ha affermato che Mosca sta intensificando il conflitto a causa dell’incapacità di ottenere risultati decisivi dopo anni di guerra.
Nella parte finale del discorso, Sikorski ha confrontato la capacità economica della Russia con quella di Ucraina, Polonia, Europa e NATO, sostenendo che l’equilibrio delle forze non consente a Mosca di vincere la guerra. Il suo messaggio finale a Lavrov è stato diretto: riferire a Vladimir Putin che «basta».
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