Il governo austriaco ha deciso l'espulsione di tre dipendenti dell'Ambasciata russa, sospettati di attività di spionaggio, secondo il ministro degli affari esteri, Beate Meinl-Reisinger. Questa ha promesso un "cambiamento di strategia" nell'affrontare i problemi di sicurezza legati alla Russia.
L'Ambasciata russa ha reagito con veemenza, definendo la decisione "scandalosa" e "completamente ingiustificata", motivata politicamente, e ha annunciato una "risposta ferma" da parte di Mosca. Informazioni recenti suggeriscono che le installazioni russe a Vienna potrebbero essere utilizzate per spiare organizzazioni internazionali, come l'ONU e l'OSCE.
Il ministro austriaco ha sottolineato che l'immunità diplomatica non deve essere utilizzata per spionaggio. L'Austria, dove esiste una comunità diplomatica russa significativa, ha espulso più di dieci dipendenti russi dall'inizio dell'invasione in Ucraina, e il governo intende rafforzare le misure contro lo spionaggio, inclusa la sanzione del reclutamento di agenti per servizi stranieri.
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