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Il Parlamento argentino ha adottato una legge controversa che consente l'estrazione mineraria in zone ecologiche sensibili, comprese le zone di ghiaccio e permafrost, suscitando indignazione tra gli ecologisti. L'emendamento alla Legge sul Ghiaccio, già approvato dal Senato, facilita l'estrazione di metalli come rame, litio e argento nelle Ande. La legge è stata votata con 137 voti favorevoli, 111 contrari e tre astenuti, dopo un dibattito di quasi 12 ore. Gli ecologisti sostengono che le riforme indeboliranno le protezioni per le fonti d'acqua essenziali. Migliaia di persone hanno protestato di fronte al parlamento, e gli attivisti di Greenpeace sono stati arrestati dopo aver srotolato uno striscione contro la legge. Il presidente Javier Milei, che non riconosce i cambiamenti climatici causati dall'uomo, sostiene che la legge è necessaria per attrarre grandi progetti minerari. Le riforme darebbero alle province maggiore potere nelle decisioni riguardanti la protezione dell'ambiente, il che preoccupa gli attivisti che avvertono che potrebbe influenzare l'approvvigionamento idrico del 70% della popolazione argentina.
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