Olexander Scherba, l'ambasciatore dell'Ucraina in Sudafrica, ha rifiutato di firmare il libro delle condoglianze aperto per l'ayatollah Ali Khamenei, sottolineando che il leader iraniano ha sulla coscienza il sangue di migliaia di ucraini, uccisi dai droni Shahed forniti dalla Russia. In una lettera dura, Scherba ha spiegato che non può esprimere condoglianze per qualcuno la cui morte non piange, considerando l'impatto devastante delle armi iraniane sui civili in Ucraina. Ha anche menzionato che il trauma della guerra ha influenzato la sua percezione di questi eventi, riconoscendo che, sebbene non desideri gioire per la morte altrui, la sua esperienza lo ha portato a sentirsi diversamente. Khamenei è stato ucciso il 28 febbraio 2026, a seguito di attacchi militari coordinati, e le reazioni dell'Iran hanno incluso il lancio di missili contro Israele e attacchi alle basi americane in Medio Oriente.
Fonti
Ambasadorul Ucrainei refuză să semneze cartea de condoleanțele pentru Khamenei și acuză Iranul de moartea civililor ucraineni: „După trei ani de drone Shahed peste Kiev, nu pot decât să mă bucur”
Răspunsul ambasadorului Ucrainei când a fost anunțat că s-a deschis o carte de condoleanțe pentru Ali Khamenei: "Avea pe mâini sângele a mii de ucraineni"
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