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La Polonia sta facendo progressi nella valutazione delle perdite causate dall'aggressione sovietica e dal dominio postbellico dell'URSS, aprendo la strada a possibili indennizzi da parte della Russia. Un'istituzione pubblica storica ha iniziato a catalogare i danni, e il vice-ministro degli esteri Władysław Teofil Bartoszewski ha sottolineato che il governo polacco non considera chiusa la questione delle riparazioni di guerra. Questa iniziativa arriva dopo che Varsavia ha chiesto alla Germania indennizzi per le distruzioni della Seconda Guerra Mondiale, inasprendo le relazioni polacco-tedesche.
Il direttore dell'Istituto delle Perdite di Guerra, Bartosz Gondek, ha menzionato le difficoltà nella documentazione delle perdite a causa degli archivi distrutti o inaccessibili. La Polonia, che è stata invasa dall'Unione Sovietica nel 1939, sostiene di non aver rinunciato al suo diritto a indennizzi, e l'iniziativa potrebbe approfondire la rottura diplomatica con Mosca, già compromessa dall'invasione russa in Ucraina. Gondek ha affermato che è tempo di affrontare la responsabilità storica, inclusi gli eredi politici dell'URSS.
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