Varsavia sta preparando una richiesta di risarcimento contro la Russia per le atrocità commesse durante il periodo di dominio sovietico, ispirata dalla richiesta di 1,3 trilioni di euro presentata alla Germania per i crimini della Seconda Guerra Mondiale. Bartosz Gondek, direttore di un istituto dedicato all'indagine sui crimini storici russi, ha dichiarato che l'inchiesta sarà più ampia rispetto a quella riguardante la brutalità nazista, tenendo conto dell'influenza sovietica sulla Polonia per oltre quattro decenni. Questa richiesta potrebbe intensificare le tensioni con Mosca, nel contesto in cui la Polonia accusa la Russia di attacchi informatici e spionaggio. Gondek ha menzionato che è prematuro discutere della somma richiesta alla Russia, sottolineando le difficoltà incontrate nell'accesso agli archivi russi. In parallelo, la richiesta della Polonia alla Germania rimane irrisolta, e la Germania sostiene che la questione dei risarcimenti è stata chiusa giuridicamente. Il partito di opposizione Legge e Giustizia (PiS) ha accusato il governo di Donald Tusk di non aver agito sufficientemente riguardo ai risarcimenti da Berlino. Il Cremlino ha negato le atrocità commesse dai sovietici, ma ha riconosciuto nel 2010 che Stalin ordinò il massacro di Katyn. Nel contesto attuale, Tusk sembra perseguire due obiettivi politici: contrastare la disinformazione russa e rafforzare la sua immagine come difensore degli interessi polacchi. Il presidente della Polonia, Karol Nawrocki, continua a chiedere risarcimenti alla Germania, mentre il cancelliere tedesco ha fatto gesti di conciliazione, riconoscendo la responsabilità storica della Germania nei confronti della Polonia.
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