Il governo norvegese propone un sostanziale aumento delle risorse destinate ai servizi d’intelligence nel progetto di bilancio per il 2027, per rafforzare la sorveglianza della Russia e valutare le minacce nella regione artica.
Il budget del servizio di intelligence esterna, Etterretningstjenesten, dovrebbe aumentare l’anno prossimo di circa 400 milioni di corone, equivalenti a oltre 37 milioni di euro. Il ministro della Difesa, Tore Sandvik, ha dichiarato che le autorità devono comprendere rapidamente e con precisione gli sviluppi intorno alla Norvegia ed essere in grado di lanciare allerte sui rischi.
Il progetto prevede anche 250 milioni di corone aggiuntivi, oltre 23 milioni di euro, per il servizio di intelligence interna, il PST.
La Norvegia ha una frontiera terrestre di 198 chilometri con la Russia nell’Artico ed è considerata gli «occhi e le orecchie» della NATO nell’Estremo Nord. Il Paese si trova vicino alla penisola di Kola, dove la Russia mantiene una parte importante del proprio arsenale nucleare.
La decisione arriva sullo sfondo dell’intensificarsi degli incidenti associati alla guerra ibrida, dopo l’escalation dell’offensiva russa contro l’Ucraina. Nelle ultime settimane, Germania, Danimarca e Polonia hanno segnalato incidenti attribuiti alla Russia, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato droni russi di aver affondato una nave carica di cereali nei pressi della Romania. L’informazione non è stata confermata in modo indipendente dalle autorità rumene.
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