Contesto: prima della decisione della NATO, la Bulgaria ha chiesto rinforzi antidroni e ha annunciato l’adesione a un’iniziativa alleata
Prima che la NATO annunciasse ulteriori misure nel Mar Nero, la Bulgaria aveva chiesto all’Alleanza lo schieramento di aerei da combattimento, sistemi antimissile e apparecchiature antidroni sul proprio territorio, per rispondere agli attacchi contro le navi commerciali segnalati a partire dal 5 ottobre. Secondo il ministro della Difesa, Dimitar Stoianov, la Bulgaria disponeva già di due sistemi di rilevamento e sorveglianza delle minacce e stava preparando l’installazione di un terzo.
Sempre prima dell’intensificazione della risposta della NATO, Stoianov ha dichiarato che Sofia si aspettava di aderire entro il 30 ottobre a un’iniziativa dell’Alleanza per la difesa contro i droni, dopo gli incidenti al largo delle coste bulgare, incluso l’affondamento di una nave.