Gli attacchi contro le navi commerciali nel Mar Nero, in prossimità delle coste della Romania e della Bulgaria, si sono intensificati nelle ultime settimane, alimentando i timori di una nuova escalation della guerra e della messa alla prova dei limiti della NATO. Un’analisi di Reuters mostra che le navi che utilizzano rotte commerciali da e verso l’Ucraina sono sempre più esposte, anche nelle zone economiche esclusive dei due Stati membri dell’Alleanza.
A ottobre, almeno nove navi sono state colpite, danneggiate o affondate. Una nave è stata attaccata nelle acque territoriali rumene, mentre diversi incidenti si sono verificati nei pressi del canale di Sulina, una rotta essenziale per le esportazioni ucraine. Gli attacchi hanno causato vittime, membri dell’equipaggio dispersi e l’interruzione del trasporto di cereali, petrolio e merci.
Gli analisti citati da Reuters affermano che gli attacchi sono molto probabilmente attribuibili alla Russia, mentre un drone navale filmato durante uno degli incidenti sarebbe stato simile a un modello russo. Mosca nega tuttavia di prendere di mira gli Stati vicini all’Ucraina e respinge la proposta di una tregua marittima limitata.
Secondo Ambrey, 317 navi sono state colpite nel Mar Nero e nel Mar d’Azov tra maggio e ottobre, più di quattro volte tante rispetto al semestre precedente. La NATO considera le azioni della Russia una grave minaccia e annuncia investimenti per oltre 40 miliardi di dollari in sistemi antidroni nei prossimi cinque anni.
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