La Commissione europea intende rinviare di almeno un anno l’applicazione delle legislazioni nazionali che limitano l’accesso dei minori ai social network, per preparare norme comuni a livello dell’Unione europea. Bruxelles teme che le misure adottate separatamente dagli Stati membri possano generare limiti di età e norme incompatibili, difficili da applicare.
Le discussioni si sono intensificate dopo che l’Austria ha annunciato di stare preparando restrizioni all’uso delle piattaforme social da parte di bambini e adolescenti. Anche altri governi europei stanno valutando misure simili, ma la Commissione sostiene che tutti i bambini dell’UE debbano beneficiare dello stesso livello di protezione online.
A settembre, l’istituzione ha presentato il progetto «Legge sui bambini», che mira a rafforzare la sicurezza dei minori nell’ambiente digitale. Il documento deve essere approvato dal Parlamento europeo e dai 27 Stati membri.
L’iniziativa è motivata dai rischi associati ai social network, tra cui la dipendenza dagli schermi, il cyberbullismo, i disturbi alimentari, i problemi del sonno e le molestie sessuali.
La Francia ha cercato di vietare l’accesso alle piattaforme ai minori di 15 anni, ma il Consiglio costituzionale ha annullato la legge, invocando la libertà di espressione. Il presidente Emmanuel Macron ha promesso una nuova legislazione entro la primavera del 2027. Nel frattempo, non è chiaro se il rinvio europeo inciderà sui piani di Parigi.
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