La Cina ha introdotto martedì norme rigorose che consentono di vietare ai propri cittadini di lasciare il Paese qualora siano considerati un rischio per la sicurezza industriale o tecnologica. Le misure mirano a proteggere la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo dello Stato, secondo il Consiglio di Stato.
Le persone che violano le normative sull’importazione e l’esportazione di tecnologie possono ricevere un divieto di viaggio. Inoltre, ai cittadini coinvolti in attività illegali all’estero può essere impedito di lasciare il territorio cinese per un periodo compreso tra sei mesi e tre anni dal loro rientro nel Paese.
Le norme erano state pubblicate inizialmente a luglio, ma sono entrate in vigore martedì, sullo sfondo della competizione tecnologica tra Cina e Stati Uniti. Le due potenze si accusano reciprocamente di essersi appropriate di tecnologie e modelli di intelligenza artificiale.
Gli analisti avvertono che le formulazioni relative alla sicurezza e alle attività criminali sono vaghe e offrono alle autorità un ampio margine di interpretazione. L’esperto Chong Ja Ian ha citato il caso di Min Zin, analista politico americano fermato nella provincia dello Yunnan il 3 giugno e accusato dalla Cina di aver violato la legge. Il caso è considerato un possibile indizio di come potrebbero essere applicate le nuove restrizioni.
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