La Corte costituzionale della Romania inizierà mercoledì, alle ore 10.00, l'esame del conflitto costituzionale tra il Governo e l'Alta Corte di cassazione e giustizia, generato dal pagamento di alcuni diritti salariali arretrati dei magistrati e di altre categorie di personale. La CCR dovrà stabilire se le iniziative dell'Alta Corte abbiano oltrepassato le attribuzioni costituzionali del potere giudiziario o se l'Esecutivo sia obbligato ad assicurare i fondi per l'esecuzione di titoli definitivi.
Il conflitto è scoppiato dopo che l'Alta Corte ha chiesto al Governo e al Ministero delle Finanze di mettere a disposizione tutte le somme necessarie per il pagamento dei diritti salariali in scadenza nel 2026. Il premier ad interim Ilie Bolojan ha stimato il valore degli arretrati in 4,8 miliardi di lei. La Corte suprema ha chiesto anche una rettifica di bilancio, nonché l'applicazione di penalità in caso di mancata esecuzione della decisione.
Il Governo sostiene che i tribunali non possano decidere le modalità di distribuzione delle risorse di bilancio e accusa il potere giudiziario di sostituirsi all'Esecutivo e al Parlamento. Nella segnalazione trasmessa alla CCR, l'Esecutivo invoca il principio della separazione e dell'equilibrio dei poteri dello Stato.
L'Alta Corte respinge le accuse e afferma di perseguire esclusivamente l'esecuzione di decisioni giudiziarie definitive, non l'assunzione di competenze di bilancio. La decisione della CCR può chiarire i limiti delle competenze delle due autorità e i passaggi necessari per risolvere il conflitto.
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