La Cina accelera la riforma del settore bancario attraverso la chiusura di 670 istituti di credito piccoli e rurali, considerati la componente più vulnerabile del sistema finanziario. La misura viene adottata sullo sfondo del deterioramento della qualità degli attivi, dell’aumento dei crediti deteriorati e del rallentamento dell’economia.
Secondo un’analisi di Fitch Ratings, le autorità stanno intensificando fusioni e scioglimenti per creare meno banche, ma più grandi e meglio capitalizzate. L’agenzia avverte che le piccole banche commerciali e rurali presentano problemi di governance, una bassa capitalizzazione e un’elevata esposizione alle piccole imprese, agli sviluppatori immobiliari e ai veicoli di finanziamento delle amministrazioni locali.
Il rendimento degli attivi delle banche rurali è sceso allo 0,45% nella prima metà dell’anno, dallo 0,56% nel 2021. Allo stesso tempo, la quota dei crediti deteriorati ha raggiunto il 2,8%, rispetto all’1,5% dell’intero settore bancario.
Il processo di consolidamento mira a migliorare la vigilanza, ridurre l’arbitraggio normativo e aumentare la trasparenza. Fitch stima che il rischio di contagio per l’intero sistema sia limitato, poiché l’attività delle piccole banche è prevalentemente locale e i loro legami con altre istituzioni finanziarie sono ridotti.
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