La Bielorussia, un alleato della Russia, ha annunciato di non essere riuscita a ottenere i visti necessari per partecipare alla riunione inaugurale del Consiglio per la Pace, convocata dal presidente americano Donald Trump. Sebbene il ministro degli Esteri bielorusso, Maxim Rïjzenkov, dovesse partecipare, il ministero ha dichiarato che, nonostante il completamento di tutte le formalità, i visti non sono stati rilasciati. Questa situazione solleva interrogativi sull'impegno reale per la pace, considerando le difficoltà incontrate dalla Bielorussia nel partecipare a discussioni internazionali.
Il presidente Lukashenko, al potere dal 1994, ha recentemente accettato l'invito a unirsi al Consiglio, il cui obiettivo è normalizzare le relazioni attraverso il rilascio di prigionieri politici. Trump ha descritto Lukashenko come un leader "molto rispettato", una caratterizzazione contestata dall'opposizione bielorussa. La riunione è stata iniziata da Trump nel contesto degli sforzi per porre fine ai conflitti globali, incluso il conflitto nella Gaza.
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