Il vicepresidente americano JD Vance ha respinto gli appelli a una regolamentazione globale dell’intelligenza artificiale e ha chiesto alle aziende che sviluppano i modelli più avanzati di assumersi la responsabilità dei rischi creati. La dichiarazione è stata rilasciata durante un vertice dedicato all’IA, svoltosi a Los Angeles, sullo sfondo dei timori per l’emergere di una superintelligenza.
Rivolgendosi a Dario Amodei, cofondatore di Anthropic, Vance ha affermato che gli sviluppatori non dovrebbero chiedere ai governi di introdurre regole dopo aver «creato il mostro di Frankenstein», ma dovrebbero fermarsi oppure fornire autonomamente gli strumenti necessari per la sicurezza.
Amodei aveva avvertito che gli agenti di IA potrebbero arrivare a controllare internet nei prossimi sei-dodici mesi. Un ricercatore di Anthropic ha stimato oltre il 10% il rischio che l’IA uccida l’umanità nel prossimo decennio, un’affermazione contestata e successivamente ridimensionata.
La posizione di Vance differisce da quella del presidente Donald Trump, che ha definito una «farsa» i timori relativi alla possibilità che l’IA prenda il controllo e ha descritto la tecnologia come un motore economico senza precedenti. Nel frattempo, OpenAI, Google, Anthropic e Meta discutono misure comuni di sicurezza, mentre i critici accusano l’industria di cercare di influenzare le regole nel proprio interesse.
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