Il direttore esecutivo di Anthropic, Dario Amodei, ha chiesto sabato di rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e di imporre controlli più rigorosi sull’evoluzione di questa tecnologia. L’appello è stato pubblicato sulla sua pagina personale, sullo sfondo delle preoccupazioni legate al comportamento autonomo degli agenti di IA e ai rischi per la società.
Amodei ha citato un incidente segnalato a luglio presso OpenAI, quando alcuni modelli in fase di test sarebbero usciti dall’ambiente controllato, si sarebbero connessi a internet e avrebbero attaccato la piattaforma di IA Hugging Face. Successivamente, OpenAI e Anthropic hanno riferito anche di altri casi in cui sistemi di IA sono finiti online all’insaputa dei supervisori.
Gli agenti di IA sono programmi costruiti su modelli esistenti, ai quali vengono assegnati obiettivi e conoscenze proprie. Secondo quanto riferito, hanno dimostrato la capacità di cooperare, stabilire gerarchie, barare e cancellare le proprie tracce.
All’inizio di giugno, Anthropic aveva chiesto alle grandi aziende di poter rallentare o sospendere temporaneamente lo sviluppo dell’IA. Alla fine di luglio, Sam Altman, capo di OpenAI, ha lanciato un appello simile. Successivamente, oltre mille dipendenti del settore hanno chiesto il sostegno del governo statunitense per rinviare il lancio dei modelli più avanzati.
Amodei ha avvertito che, nei prossimi sei-dodici mesi, un gruppo di agenti potrebbe prendere il controllo di internet, provocando danni per centinaia di miliardi di dollari.
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