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Bart De Wever, il primo ministro del Belgio, ha dichiarato che, nel contesto della guerra in Ucraina, è necessario raggiungere un accordo con la Russia, tenendo presente che l'aiuto militare ed economico non riesce a rappresentare una minaccia per Putin. Ha sottolineato l'importanza del ripristino delle frontiere e della normalizzazione delle relazioni con la Russia per recuperare l'accesso a energia a basso costo. De Wever ha menzionato che ci sono leader europei che sostengono questa posizione, ma non osano esprimerla pubblicamente.
Le sue dichiarazioni arrivano dopo che gli Stati Uniti hanno temporaneamente allentato le sanzioni sul petrolio russo, il che preoccupa l'UE, che non desidera finanziare indirettamente la guerra della Russia. Il commissario europeo per l'energia, Dan Jurgensen, ha ribadito l'impegno dell'UE a non importare energia russa, sottolineando che il blocco non deve permettere alla Russia di usare l'energia come arma.
Inoltre, De Wever ha bloccato un piano della Commissione Europea di confiscare le attività russe per finanziare un prestito di 90 miliardi di euro per l'Ucraina, il che ha portato a un'alternativa di finanziamento tramite debito comune. Il prestito è ora bloccato a causa del veto dell'Ungheria, che contesta il rimborso da parte dell'Ucraina.
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