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Il Parlamento ucraino ha destituito martedì il procuratore generale Ruslan Kravcenko, una settimana dopo che aveva annunciato le proprie dimissioni e un giorno dopo aver comunicato di aver approvato l’incriminazione del capo dell’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (NABU), Semen Krivonos. La decisione è stata adottata senza alcun voto contrario, sullo sfondo di un conflitto aperto tra la Procura generale e le istituzioni anticorruzione.
Il NABU e la Procura specializzata anticorruzione (SAPO) hanno sostenuto che l’annuncio di Kravcenko rappresentasse un tentativo di minare la loro indipendenza. Parallelamente, il NABU sta indagando su un presunto gruppo che avrebbe protetto centri di call center fraudolenti e riciclato milioni di grivne. L’indagine ha sollevato interrogativi su possibili legami di Kravcenko con il gruppo, ma quest’ultimo non è stato formalmente incriminato.
Kravcenko ha rassegnato le dimissioni il 7 settembre, dopo un incontro con il presidente Volodimir Zelenski, a lungo considerato un suo sostenitore. Prima del voto, il procuratore generale ha chiesto ai parlamentari di non agire sotto pressione e ha affermato di non aver firmato decisioni motivate politicamente contro l’opposizione o il partito al governo.
Zelenski aveva chiesto pubblicamente la rapida destituzione di Kravcenko, dichiarando che quest’ultimo aveva «una sola strada». L’ex procuratore generale aveva inoltre chiesto il permesso di partecipare a una conferenza europea organizzata a Parigi, ma il Consiglio d’Europa ha confermato che non prenderà parte all’evento.
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