L'iniziativa guidata dalla Repubblica Ceca per la fornitura di munizioni all'Ucraina ha subito una significativa riduzione del numero di stati partecipanti, scendendo da 18 a soli 9, secondo il presidente ceco Petr Pavel.
Questa iniziativa, lanciata nel 2024, è stata essenziale per la consegna di oltre 4 milioni di proiettili di artiglieria all'Ucraina, rappresentando fino al 50% delle munizioni di grosso calibro utilizzate dalle forze ucraine.
Il cambiamento di posizione del nuovo governo guidato da Andrej Babiš, che ha promesso di non finanziare più armi per l'Ucraina, ha portato alla perdita del sostegno politico per l'iniziativa. Il premier Babiš ha sottolineato la priorità delle spese interne di fronte alle pressioni economiche. Inoltre, funzionari militari hanno menzionato che alcuni stati hanno rinunciato al finanziamento, preferendo acquistare munizioni direttamente dai produttori.
Questa situazione ha influenzato anche i negoziati europei riguardo agli aiuti finanziari per l'Ucraina, con la Repubblica Ceca e altri paesi che richiedono condizioni che non influenzino i loro bilanci interni.
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