Il Giappone ha adottato mercoledì una riforma significativa del Codice Civile, permettendo per la prima volta dal 1947 la custodia condivisa dopo il divorzio, diventando così l'ultimo paese del G7 a implementare questa misura.
La modifica della legislazione offre alle coppie divorziate l'opzione di scegliere tra custodia esclusiva e custodia condivisa, in contrasto con il sistema precedente che concedeva l'autorità genitoriale solo a uno dei genitori. Questo cambiamento è stato spinto da pressioni internazionali legate a casi di rapimento parentale, in particolare nelle situazioni in cui un genitore giapponese impedisce il contatto tra i propri figli e il genitore straniero.
La nuova legislazione include anche un sistema di mantenimento obbligatorio, fissato a un minimo di 20.000 yen (circa 110 euro) al mese per ogni bambino, e consente ai tribunali di famiglia di disporre la trattenuta dallo stipendio nel caso di genitori che non rispettano questi pagamenti.
In caso di disaccordi, un tribunale di famiglia deciderà il regime più adatto per il minore, e in situazioni di violenza di genere, la custodia esclusiva sarà concessa al genitore colpito. Entrambi i genitori devono raggiungere un consenso riguardo alle decisioni importanti relative alla vita del minore, sebbene le nuove disposizioni non garantiscano una convivenza equa con il bambino.
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