Il Giappone aumenta di 20 volte la tassa per ottenere la residenza permanente, portandola a 200.000 yen, e inasprisce le condizioni per gli stranieri che intendono rimanere nel Paese a lungo termine. Le misure entrano in vigore in un contesto di crescita record della popolazione straniera, che alla fine del 2025 ha superato i 4,12 milioni di persone.
I richiedenti devono dimostrare di avere un reddito stabile, di versare i contributi pensionistici e di disporre di risorse finanziarie sufficienti. Da aprile dell’anno prossimo dovranno inoltre dimostrare una conoscenza di base della lingua giapponese. Per quanto riguarda le pensioni, le autorità valuteranno le prestazioni previste e, qualora risultassero insufficienti, potranno prendere in considerazione le attività finanziarie del richiedente.
Le modifiche hanno provocato code di diverse ore presso gli uffici dell’immigrazione, dove numerosi stranieri hanno cercato di presentare i documenti prima dell’aumento delle tasse. Nella sede principale di Tokyo, il tempo di attesa ha superato le sette ore.
Parallelamente, le tasse per il cambio di status o il prolungamento del soggiorno sono aumentate da 6.000 yen a una cifra compresa tra 10.000 e 75.000 yen, a seconda del periodo richiesto. Il governo guidato dalla premier Sanae Takaichi sostiene che le riforme mirano a una gestione più rigorosa dell’immigrazione, in un contesto di invecchiamento della popolazione e carenza di manodopera.
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