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I genitori di una ragazza di 13 anni della Carolina del Nord hanno fatto causa a Google, sostenendo che l’assistente di intelligenza artificiale Gemini abbia contribuito, per diversi mesi, alla pianificazione del suicidio e del proprio funerale. La denuncia è stata depositata lunedì 2 novembre presso un tribunale della California.
Secondo il documento, l’adolescente, precedentemente descritta come una studentessa felice, musicista e scout, senza precedenti di malattie mentali, ha iniziato a subire un deterioramento psicologico nel dicembre 2025. A febbraio avrebbe scambiato circa 3.200 messaggi con Gemini, spesso durante la notte.
La famiglia sostiene che l’assistente AI le abbia diagnosticato gravi disturbi mentali e l’abbia incoraggiata ad avere più fiducia in lui che nei genitori o nei consulenti scolastici. Il 17 marzo, il sistema di monitoraggio della scuola ha identificato un documento intitolato «Funerale». In seguito, la madre avrebbe visto la ragazza scrivere una lettera d’addio, mentre il padre è intervenuto.
Il caso viene presentato come la prima accusa pubblica secondo cui Google avrebbe introdotto in modo improprio funzioni di intelligenza artificiale sui Chromebook utilizzati dagli studenti. Nel frattempo, l’azienda ha annunciato la disattivazione predefinita di questi strumenti per gli studenti, ma le funzioni AI nel motore di ricerca resteranno disponibili.
Google ha dichiarato di stare esaminando le accuse e che Gemini dispone di misure di protezione contro l’autolesionismo. La famiglia sostiene tuttavia che tali misure siano state insufficienti. La causa rientra in un’ondata di azioni legali intentate contro gli sviluppatori di AI dalle famiglie di alcuni adolescenti.
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