Diversi Stati europei concedono o stanno valutando di concedere agli operatori delle infrastrutture critiche il diritto di rilevare, disturbare e abbattere droni, sullo sfondo dei timori che attacchi o incursioni possano colpire le reti energetiche e lasciare milioni di persone senza elettricità. Le misure vengono esaminate nel contesto dell'intensificarsi degli attacchi ibridi dopo l'invasione russa dell'Ucraina, nel 2022.
La Francia ha adottato ad agosto una legge che consente agli operatori e ad alcuni fornitori autorizzati di utilizzare sistemi antidroni nelle vicinanze di determinati obiettivi. Parigi vuole che le infrastrutture critiche siano protette entro il 2027 e sta testando, a Brétigny-sur-Orge, apparecchiature di disturbo e droni intercettori.
La Polonia ha già autorizzato le unità di sicurezza che lavorano per gli operatori a distruggere, neutralizzare o assumere il controllo dei droni nelle aree soggette a restrizioni intorno alle infrastrutture energetiche. La Germania sta valutando il coinvolgimento legale delle aziende, mentre l'Austria intende concedere prerogative simili agli operatori, compresi quelli del settore energetico.
Il principale ostacolo resta la responsabilità giuridica. L'abbattimento di un drone può causare vittime o danni a terra, e le aziende temono di intervenire senza regole chiare riguardo all'autorità decisionale e alle conseguenze di un'azione errata. Parallelamente, gli operatori investono in sensori, sistemi automatizzati e piani per il ripristino delle reti dopo eventuali attacchi.
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