Due cittadini turchi sono stati fermati in Germania in relazione all’incendio scoppiato a settembre presso una stazione Starlink nella Polonia centrale, hanno annunciato lunedì le autorità di Varsavia. La Polonia sostiene che l’incidente sia stato un atto di sabotaggio ordinato da un servizio d’intelligence russo.
Il ministro polacco responsabile dei servizi speciali, Tomasz Siemoniak, ha dichiarato che non vi sono dubbi sul coinvolgimento dei servizi russi e ha accusato Mosca di ricorrere sempre più spesso a persone legate alla criminalità organizzata per operazioni di questo tipo. Il ministro dell’Interno, Marcin Kierwinski, ha annunciato che i due sospetti saranno incriminati in Polonia per atti di sabotaggio.
L’incendio ha danneggiato il sistema di alimentazione elettrica e il generatore di riserva della stazione Starlink, e le autorità hanno ritenuto che l’obiettivo fosse interrompere i servizi internet, compresi quelli utilizzati dall’esercito ucraino.
Il caso si inserisce nel contesto degli avvertimenti sull’intensificazione delle operazioni ibride attribuite alla Russia in Europa. La Germania parla di una «guerra nell’ombra», mentre i servizi cechi mettono in guardia da azioni più rischiose contro gli Stati della NATO. Mosca respinge le accuse. Starlink è utilizzato dall’Ucraina per le comunicazioni militari e le operazioni con droni, e gli abbonamenti sono pagati, in parte, dalla Polonia.
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