Le autorità polacche stanno indagando su un incendio scoppiato in una stazione di comunicazioni, dopo che il ministro per gli Affari digitali, Krzysztof Gawkowski, ha dichiarato che l’incidente potrebbe rappresentare un atto deliberato di sabotaggio. Il fuoco ha danneggiato la centrale elettrica e il generatore, mentre la stazione ha perso la connessione a internet, interrompendo l’accesso di diverse istituzioni, tra cui l’esercito ucraino.
Gawkowski ha affermato che il funzionamento è stato ripristinato, ma che l’incidente deve essere analizzato nel contesto dei rischi della guerra ibrida. Secondo il funzionario, al momento non ci sono prove che la Russia sia responsabile dell’incendio, ma diversi indizi suggeriscono che il modus operandi sia compatibile con la nuova dottrina di attacco attribuita a Mosca.
In Polonia, il livello di allerta per gli atti di sabotaggio è stato innalzato fin dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, nel febbraio 2022. Da allora Varsavia mette in guardia da possibili operazioni volte a danneggiare le infrastrutture critiche e i servizi essenziali. La Russia ha costantemente respinto le accuse di essere coinvolta in azioni di questo tipo.
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