Cuba ha annunciato martedì di aver accusato sei cittadini cubani di 'crimini di terrorismo' dopo che questi sono entrati nelle acque cubane con una barca con la bandiera degli Stati Uniti, piena di armi. L'incidente è avvenuto la settimana scorsa, quando la barca è stata intercettata dalla Guardia Costiera cubana, risultando in uno scambio di fuoco in cui quattro persone sono state uccise e altre sei ferite. Il Ministero dell'Interno cubano ha dichiarato che gli esuli cubani hanno aperto il fuoco su una nave di pattuglia, avendo l'intenzione di colpire unità militari sull'isola. Le autorità cubane hanno precisato che la barca trasportava 14 fucili, 11 pistole e quasi 13.000 proiettili. I sei sopravvissuti sono stati arrestati, e se saranno condannati, rischiano pene detentive fino a 30 anni o addirittura la pena di morte per i reati più gravi. L'incidente si verifica in un contesto di crescenti tensioni tra Cuba e gli Stati Uniti, che hanno sospeso tutte le consegne di petrolio verso l'isola. I leader politici negli Stati Uniti hanno chiesto indagini indipendenti, esprimendo il loro scetticismo nei confronti della versione cubana degli eventi.
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