Un rapporto allarmante dell'organizzazione Civil Liberties Union for Europe avverte che i governi di Bulgaria, Croazia, Ungheria, Italia e Slovacchia erodono intenzionalmente lo stato di diritto.
Questi paesi sono catalogati come "demolitori", indebolendo gli standard democratici in vari settori, inclusi giustizia e libertà di stampa. In Slovacchia, sotto la guida di Robert Fico, si è registrato un regresso significativo, mentre in Ungheria, le politiche regressive continuano senza segni di cambiamento. Altri stati, come Belgio e Francia, hanno registrato un declino parziale, mentre la Polonia si trova in una situazione di stagnazione.
Il rapporto critica anche l'inefficienza dei meccanismi dell'UE, sottolineando che la maggior parte delle raccomandazioni degli anni precedenti non sono state implementate. Inoltre, sono state osservate restrizioni sui diritti fondamentali e attacchi ai giornalisti in diversi stati.
La Romania è classificata nel rapporto come uno stato "stagnante", evidenziando l'assenza di progressi consistenti nel rafforzamento dello stato di diritto, ma anche la mancanza di un regresso sistemico.
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