Prima della protesta nel centro di Kiev, le autorità avvertivano che la città era sottoposta a una pressione sempre maggiore a causa degli attacchi russi. La Russia ha nuovamente chiesto ai diplomatici e ai cittadini stranieri di lasciare Kiev, invocando la prosecuzione degli attacchi di rappresaglia e il fatto che fossero presi di mira obiettivi nella capitale e in altre località.
Parallelamente, i bombardamenti hanno danneggiato le infrastrutture e causato problemi logistici, anche attraverso attacchi ai ponti. Il sindaco Vitali Kliciko ha descritto la situazione come «estremamente drammatica», mentre le autorità ucraine temevano che, con l'arrivo della stagione fredda, gli attacchi potessero colpire nuovamente le infrastrutture energetiche, sul modello della campagna del 2025.
In questo contesto, l'operatore DTEK ha introdotto interruzioni di corrente programmate a Kiev, dopo massicci attacchi alle infrastrutture energetiche, per ridurre la pressione sulla rete e prevenire interruzioni di emergenza. Kliciko aveva precedentemente avvertito che Kiev si trovava in una situazione difficile a causa degli attacchi continui e che esisteva il rischio che si ripetesse lo scenario dell'inverno scorso, quando i bombardamenti avevano lasciato migliaia di persone senza elettricità e riscaldamento.