Circa 175.000 persone hanno partecipato sabato alle proteste organizzate dalla Confederazione dei sindacati tedeschi (DGB) in 15 città della Germania contro i piani del governo guidato dal cancelliere Friedrich Merz per riformare l’orario di lavoro e il sistema pensionistico. I sindacati avvertono che le misure potrebbero compromettere la protezione sociale, le condizioni di lavoro e la sicurezza occupazionale.
Con lo slogan «Lavoro duro! Il tuo lavoro. La tua salute. La tua pensione», i manifestanti hanno chiesto il mantenimento dei diritti dei lavoratori. La leader della DGB, Yasmin Fahimi, ha criticato le riforme durante un comizio svoltosi a Essen e ha dichiarato che le proteste rappresentano un segnale chiaro per la coalizione di governo.
Le mobilitazioni più numerose si sono svolte a Norimberga, dove la polizia ha stimato tra 20.000 e 25.000 partecipanti, a Stoccarda – 16.000, Francoforte – 15.000, Essen – 12.000 e Hannover – 13.000. A Berlino hanno partecipato circa 5.500 persone, mentre altre proteste sono state organizzate ad Amburgo, Kiel, Rostock, Magdeburgo, Lipsia, Erfurt e Saarbrücken.
La DGB aveva annunciato le iniziative già a luglio. Le proteste si svolgono in un contesto di preoccupazione per il futuro dei posti di lavoro, in particolare nell’industria automobilistica, e sullo sfondo delle pressioni sul governo dopo i risultati deludenti ottenuti dal partito del cancelliere alle elezioni regionali nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino. Merz ha dichiarato in seguito che le riforme devono proseguire.
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