Il presidente americano Donald Trump ha annunciato pubblicamente che "interromperà tutte le relazioni commerciali con la Spagna" e ha parlato addirittura di un "embargo totale", nel contesto delle lamentele riguardo al ruolo di Madrid nella NATO e al rifiuto di mettere a disposizione basi per operazioni militari in Medio Oriente. Le dichiarazioni sono state fatte al vertice NATO di Ankara, dove Trump ha definito la Spagna "un partner terribile" e "una causa persa", trasformando un contenzioso politico-militare in una minaccia diretta sul piano commerciale.
Il governo spagnolo ha risposto con calma, sottolineando che le relazioni economiche con gli Stati Uniti sono gestite principalmente da aziende private e sono inquadrate in un contesto legale dominato dagli accordi tra Washington e l'Unione Europea, non solo dalla volontà politica nei confronti di un singolo stato membro. Bruxelles ha a sua volta comunicato che si aspetta che gli Stati Uniti rispettino gli impegni dell'accordo commerciale con l'UE, segnalando che la disputa supera la relazione bilaterale USA-Spagna e tocca direttamente l'architettura transatlantica del commercio.
Cosa possono fare, giuridicamente, gli USA
In termini giuridici, l'amministrazione Trump invoca la Legge sulle potenze economiche di emergenza nelle relazioni internazionali (IEEPA), legislazione americana che consente al presidente di restringere o bloccare transazioni commerciali in contesti di "situazioni di emergenza" esterne. Il segretario del Tesoro, Scott Bessent, ha indicato che questa legge, convalidata dalla Corte Suprema, potrebbe giustificare un embargo sulla Spagna, e l'USTR e il Dipartimento del Commercio hanno ricevuto il mandato di esplorare strumenti aggiuntivi – tariffe punitive, sanzioni mirate, restrizioni all'esportazione.
Tuttavia, analisti citati dall'Associated Press e dalla stampa europea sottolineano che un "embargo totale" contro un singolo stato membro dell'Unione Europea entrerebbe in collisione con la realtà giuridica: la Spagna non ha un accordo commerciale separato con gli USA, ma fa parte del quadro UE-USA, così che misure unilaterali contro Madrid influenzerebbero implicitamente il corpo di regole applicabile all'intera Unione. Inoltre, gran parte dei flussi commerciali che coinvolgono la Spagna passano attraverso catene di produzione e distribuzione intra-UE – dalle arance lavorate in altri stati europei fino ai prodotti industriali – il che rende difficile la delimitazione rigorosa delle "merci spagnole" solo attraverso la volontà politica.
Le relazioni USA-Spagna sono "tra stati"?
Nonostante la retorica riguardo alla "rottura dei legami" tra i governi, il commercio tra USA e Spagna si svolge principalmente tra operatori privati: corporation americane e aziende spagnole o multinazionali con sedi in diversi stati dell'Unione Europea. Il governo spagnolo ha insistito pubblicamente sull'autonomia delle aziende private e sul fatto che il ruolo dell'esecutivo è quello di creare un quadro normativo, non di dirigere ogni contratto commerciale.
Da parte sua, la Commissione Europea ricorda che la politica commerciale è competenza esclusiva dell'UE, il che significa che le negoziazioni, le tariffe e l'accesso al mercato sono stabiliti a Bruxelles, non a Madrid, Roma o Berlino. Pertanto, la relazione commerciale USA-Spagna non può essere separata giuridicamente dalla relazione USA-UE, anche se alcuni flussi statistici sono misurati a livello di stato membro, e le dichiarazioni politiche mirano esplicitamente alla Spagna.
Possono gli USA sanzionare solo la Spagna, ignorando l'UE?
Teoricamente, Washington potrebbe annunciare restrizioni amministrative che mirano alle importazioni e alle esportazioni direttamente identificate come aventi origine o destinazione in Spagna – ad esempio, limitando le importazioni di prodotti agroalimentari o aumentando le tariffe per alcuni settori. Praticamente, un approccio del genere solleverebbe immediatamente problemi di conformità con gli impegni assunti nei confronti dell'UE nel contesto della relazione transatlantica, ma anche il rischio di contromisure da parte di Bruxelles, inclusa l'Organizzazione Mondiale del Commercio.
L'esecutivo spagnolo ha spiegato pubblicamente che "gli Stati Uniti non possono rompere le relazioni commerciali con la Spagna, poiché questa relazione si estende all'intera Unione Europea", rimandando direttamente al fatto che qualsiasi discriminazione unilaterale sarebbe interpretata come discriminazione contro un segmento del mercato interno europeo. Inoltre, parte delle merci che arrivano negli USA passano attraverso più stati UE, il che rende difficile identificare il "colpevole" unico – i flussi commerciali sono integrati, e sanzionare la Spagna colpirebbe in realtà un'intera rete di produttori e distributori europei.
Il bilancio commerciale USA-Spagna e chi perde
Secondo i dati ufficiali americani citati dalla stampa economica, nel 2025 gli scambi di beni tra USA e Spagna hanno totalizzato circa 47,9 miliardi di dollari, con esportazioni americane di circa 26,6 miliardi di dollari e importazioni dalla Spagna di 21,3 miliardi. Gli Stati Uniti hanno registrato, quindi, un surplus commerciale di oltre 5 miliardi di dollari (in altre stime 4,8 miliardi), il che significa che, sulla rotta bilaterale, l'economia americana "guadagna" più di quanto perde.
Per la Spagna, gli USA rappresentano circa il 4,9% delle esportazioni di beni, per un valore di circa 18 miliardi di euro, il che la colloca al di sotto del livello di dipendenza di alcune economie come Italia o Germania rispetto al mercato americano. D'altra parte, le esportazioni americane verso la Spagna sono stimate a circa 23 miliardi di euro e rappresentano solo circa l'1,2% del totale delle esportazioni USA, il che indica una relativa bassa dipendenza di Washington dal mercato spagnolo, ma allo stesso tempo mostra che le aziende americane utilizzano la Spagna come mercato di sbocco profittevole.
Chi sarebbe più colpito – popolazione vs operatori
Nel caso di un'escalation commerciale reale, i primi colpiti sarebbero gli operatori economici nei settori esposti – agricoltura (citrus, vino, olio d'oliva), industria automobilistica, aeronautica, IT e servizi correlati, sia negli USA che in Spagna. Le aziende americane perderebbero accesso a un segmento di mercato che dominano in alcune industrie e vedrebbero eroso il surplus commerciale, mentre le aziende spagnole dovrebbero riorientarsi verso altri partner europei o asiatici per compensare la perdita del mercato americano.
Per la popolazione, gli effetti si tradurrebbero piuttosto in prezzi più alti o in riduzioni dell'offerta su alcuni prodotti – dalla frutta e vini europei nei supermercati americani, fino a beni di consumo o attrezzature americane nei negozi spagnoli. L'impatto diretto sul cittadino medio in Spagna sarebbe comunque attenuato dal fatto che l'economia del paese è profondamente integrata nel mercato unico europeo, e il 95% delle sue esportazioni va comunque verso altre destinazioni oltre agli USA, principalmente all'interno dell'Unione.
Narrazioni con sfondo elettorale
Economisti e analisti citati nella stampa internazionale ritengono che la completa rottura del commercio con la Spagna sia "molto difficile da mettere in pratica", anche se la retorica presidenziale la presenta come un'opzione immediata. L'interdipendenza giuridica (l'UE come attore commerciale unico), la natura privata dei contratti e le catene di approvvigionamento distribuite all'interno dell'Unione trasformano la minaccia in uno strumento di pressione politica, piuttosto che in una politica economica concreta.
Così, la posta in gioco reale delle dichiarazioni di Trump sembra essere soprattutto di natura simbolica: trasmettere un messaggio duro agli alleati europei percepiti come "non collaborativi" nella NATO e mobilitare la base politica interna attraverso gesti di forza in ambito esterno. In questo contesto, la Spagna diventa un caso-studio per le tensioni tra la logica di sicurezza – la pressione per spese militari e allineamento alle strategie americane – e la logica economica, in cui gli embarghi totali contro uno stato membro dell'UE sono, almeno per il momento, più difficili da implementare che probabili.
Analisi realizzata con il supporto di Perplexity
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