search icon
search icon
Flag Arrow Down
Română
Română
Magyar
Magyar
English
English
Français
Français
Deutsch
Deutsch
Italiano
Italiano
Español
Español
Русский
Русский
日本語
日本語
中国人
中国人

Cambia lingua

arrow down
  • Română
    Română
  • Magyar
    Magyar
  • English
    English
  • Français
    Français
  • Deutsch
    Deutsch
  • Italiano
    Italiano
  • Español
    Español
  • Русский
    Русский
  • 日本語
    日本語
  • 中国人
    中国人
Sezioni
  • Ultima ora
  • Esclusivo
  • Sondaggi INSCOP
  • Podcast
  • UE
  • Diaspora
  • Repubblica di Moldova
  • Politica
  • Economia
  • Attualità
  • Internazionale
  • Sport
  • Salute
  • Educazione
  • Scienza IT&C
  • Arte & Lifestyle
  • Opinioni
  • Elezioni 2025
  • Ambiente
Chi siamo
Contatto
Informativa sulla privacy
Termini e condizioni
Scorri rapidamente i notiziari e scopri come vengono trattati nelle diverse pubblicazioni!
  • Ultima ora
  • Esclusivo
    • Sondaggi INSCOP
    • Podcast
    • UE
    • Diaspora
    • Repubblica di Moldova
    • Politica
    • Economia
    • Attualità
    • Internazionale
    • Sport
    • Salute
    • Educazione
    • Scienza IT&C
    • Arte & Lifestyle
    • Opinioni
    • Elezioni 2025
    • Ambiente
50 nuove notizie nelle ultime 24 ore
  1. Home
  2. Esclusivo

ANALISI / Brexit, dieci anni dopo: il commercio che ha riacceso il sogno europeo dei britannici

Călin Nicolescu
whatsapp
facebook
linkedin
x
copy-link copy-link
29 luglio 2026, 10:22
main event image
Esclusivo
Foto pexels
google-preference

Guarda sempre le nostre notizie su Google

Dieci anni dopo il referendum che ha portato il Regno Unito fuori dall'Unione Europea, il paese conta e misura le perdite: crescita economica al di sotto del potenziale, burocrazia soffocante per le imprese, fratture sociali e una posizione geopolitica più debole rispetto all'epoca pre-Brexit. Sullo sfondo di questo bilancio, sempre più britannici e voci dell'establishment parlano apertamente di un reset dei rapporti con Bruxelles e, in alcuni casi, addirittura di una reversibilità della Brexit, un processo politico e giuridico complesso, ma non impossibile.

Perché si discute sempre più insistentemente del "ritorno" nell'UE

La nuova intensità delle discussioni sul ritorno nell'UE è legata a tre fattori principali: l'aumento del malcontento per gli effetti della Brexit, il cambiamento generazionale nell'elettorato e la riorientazione strategica del governo laburista verso l'Europa.

Valutazioni recenti nella stampa britannica descrivono la Brexit come "un disastro assoluto, un caos totale", frasi che riflettono la percezione diffusa che l'uscita dall'UE abbia messo l'economia in svantaggio competitivo e generato instabilità politica in serie.

Sondaggi citati dalla stampa europea indicano che una chiara maggioranza preferirebbe, se avesse la possibilità di scegliere, una forma di relazione più stretta con l'UE, e la ri-aderenza appare come l'opzione più popolare in un insieme ipotetico di scenari.

Il recente premier laburista dimissionario, Keir Starmer, ha promesso "di ristabilire i legami" e di collocare il Regno Unito "al centro dell'Europa", il che segna un cambiamento di tono rispetto ai governi conservatori che hanno trattato la Brexit come un progetto ideologico irreversibile.

In un piano simbolico, Londra riscopre che, in un mondo frammentato e competitivo, la prossimità al mercato e le alleanze strutturali – soprattutto con l'UE – contano almeno quanto la "sovranità" recuperata.

Esiste un movimento pro-reversibilità? Chi lo sostiene, chi si oppone

Il movimento pro-reintegrazione esiste, ma si esprime a livelli: dall'allineamento al mercato unico e all'unione doganale fino all'idea franca di ri-aderenza.

Sostenitori

Una parte dell'establishment laburista e locale: il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha chiesto esplicitamente l'annullamento della Brexit, suggerendo il reinserimento nell'unione doganale e nel mercato unico "nel corso di questa legislatura", seguito da pressioni per un ritorno completo nell'UE.

La società civile pro-europea, i think tank e il mondo accademico, che documentano i costi economici e politici della Brexit e militano per un'integrazione strategica nell'UE.

Una parte significativa dell'opinione pubblica: i sondaggi menzionano oltre il 50% di sostegno per l'idea di ri-aderenza, a condizione che solo un segmento ristretto desideri mantenere l'attuale status di paese terzo con legami limitati.

Oppositori

La leadership laburista attuale, almeno a livello dichiarativo: il portavoce di Keir Starmer ha ribadito che il governo non intende "annullare la Brexit", rispettando le promesse del programma elettorale.

I partiti conservatori e le forze politiche nazionaliste, per i quali la Brexit rimane un simbolo della sovranità riconquistata e del controllo sull'immigrazione.

Il segmento dell'elettorato "Leave hardliners", sensibile all'argomento che la ri-aderenza significherebbe rinunciare nuovamente al controllo sulla legislazione, sulle frontiere e sulle politiche commerciali.

Il quadro politico attuale è, quindi, paradossale: esiste un movimento pro-reintegrazione sempre più visibile nella società e a livello locale, ma il governo, sebbene pro-europeo nel tono, esita a prendere esplicitamente l'obiettivo di invertire la Brexit.

Effetti economici, sociali e politici della Brexit su UK e UE

Economia: crescita sotto potenziale e barriere commerciali

La Brexit ha significato la perdita dell'accesso automatico al mercato unico e all'unione doganale, introducendo nuove barriere commerciali – dai controlli doganali alle divergenze di regolamentazione – tra UK e UE.

Per il Regno Unito, queste barriere si sono tradotte in costi aggiuntivi per esportazioni e importazioni, ritardi logistici e incertezze giuridiche per le aziende.

Le analisi economiche mostrano una riduzione della crescita economica rispetto agli scenari "Remain", oltre alla migrazione di alcuni investimenti e posti di lavoro verso lo spazio UE.

Per l'UE, la perdita del contributo britannico ha ridotto il bilancio totale dell'Unione e ha costretto a ristrutturazioni nelle spese e nelle priorità. Allo stesso tempo, alcune economie continentali hanno beneficiato della relocation delle attività finanziarie e industriali da Londra.

Impatto sociale: mobilità ridotta, tensioni identitarie

La Brexit ha limitato la libertà di circolazione dei cittadini, colpendo direttamente milioni di britannici ed europei che lavoravano, studiavano o vivevano oltre confine.

I cittadini UE nel Regno Unito si sono trovati di fronte a nuove procedure di residenza, mentre gli studenti europei hanno perso l'accesso facile alle università britanniche e alle tasse ridotte.

All'interno della società britannica, la Brexit ha accentuato le linee di demarcazione tra generazioni, regioni (Londra vs il resto dell'Inghilterra, Scozia vs Inghilterra) e classi sociali, alimentando un clima di polarizzazione politica prolungata.

Politica e geopolitica: perdita di influenza, riconfigurazione nell'UE

In campo politico, la Brexit ha innescato un periodo di instabilità: rapidi cambi di leader (da Cameron a May, Johnson, Truss, Sunak, fino al recente Starmer e ora Andy Burnham), crisi parlamentari e conflitti aperti tra i campi "hard" e "soft Brexit".

Per l'UE, l'uscita del Regno Unito ha significato:

Eliminazione di un attore principale, tradizionalmente pro-libera circolazione, dal gioco interno degli equilibri, il che ha permesso ad altri stati – in particolare Francia e Germania – di consolidare la loro influenza.

La necessità di costruire un nuovo quadro di relazioni con uno "stato terzo" strategico, materializzatosi nell'Accordo di recesso e nell'Accordo commerciale e di cooperazione.

Come potrebbe essere tecnicamente realizzata l'inversione della Brexit L'inversione della Brexit non è un semplice "annulla", ma un processo di ri-aderenza, sulla base dell'articolo 49 del Trattato sull'Unione Europea.

Le fasi, in uno scenario realistico, apparirebbero così:

Avvio del processo politico interno nel Regno Unito

Decisione a livello governativo di perseguire la ri-aderenza o, più probabilmente, organizzazione di un nuovo referendum con una domanda chiara riguardo al ritorno nell'UE.

Mandato parlamentare fermo per le negoziazioni, per evitare le ambiguità che hanno caratterizzato la negoziazione dell'Accordo di recesso.

Richiesta ufficiale di adesione

Il Regno Unito dovrebbe presentare al Consiglio Europeo una richiesta formale di adesione, invocando l'articolo 49 TUE.

L'UE dovrebbe accettare, all'unanimità, l'apertura delle negoziazioni, valutando la compatibilità politica, economica e giuridica del Regno Unito con l'acquis comunitario.

Negoziazione delle condizioni di ri-aderenza

Sebbene il Regno Unito sia stato membro per 47 anni, l'uscita ha modificato gli equilibri di potere; la ri-aderenza non garantirebbe il recupero automatico delle vecchie opzioni (ad esempio, non partecipazione all'euro o a determinate politiche).

Si discuterebbero il contributo di bilancio, la posizione nelle istituzioni, eventuali periodi di transizione e il modo di integrare gli accordi post-Brexit esistenti.

Ratifica e attuazione

L'Accordo di adesione dovrebbe essere ratificato da tutti gli stati membri e dal Parlamento Europeo.

Internamente, il Regno Unito dovrebbe adattare la legislazione nazionale all'acquis, reintegrare la giurisdizione della Corte di Giustizia e riconfigurare la politica commerciale, abbandonando gli accordi negoziati come stato terzo.

Un dettaglio interessante è che il precedente governo Starmer ha già sperimentato un'"allineamento dinamico" alle regole del mercato unico attraverso legislazione secondaria – utilizzando le cosiddette "poteri di Enrico VIII" – il che faciliterebbe, tecnicamente, la reintegrazione successiva. Più le regolamentazioni britanniche sono vicine a quelle europee, più breve sarebbe il processo giuridico di ri-aderenza.

Quali conseguenze avrebbe uno scenario di ri-aderenza

Un eventuale "Brexit al contrario" produrrebbe effetti profondi, sia per il Regno Unito che per l'UE.

Per il Regno Unito

Rilancio economico attraverso l'accesso al mercato unico: le aziende britanniche riacquisterebbero accesso senza barriere al più grande blocco commerciale del mondo, riducendo i costi e stimolando gli investimenti.

Riconfigurazione della sovranità: il Regno Unito dovrebbe accettare nuovamente l'applicazione diretta di una parte della legislazione europea e il ruolo della CJUE, rinunciando a una parte della libertà guadagnata attraverso la Brexit.

Guarigione parziale delle fratture sociali: per il campo "Remain", la ri-aderenza sarebbe una riparazione di un "errore storico"; per il campo "Leave", potrebbe essere percepita come un tradimento, generando un nuovo ondata di populismo.

Per l'Unione Europea

Recupero di un attore principale: il ritorno del Regno Unito rafforzerebbe la capacità dell'UE in settori come sicurezza, difesa, intelligence e finanze, soprattutto nel contesto delle tensioni globali e delle guerre ai margini dell'Europa.

Riequilibrio interno: un nuovo membro con profilo liberale-economico riequilibrerebbe il rapporto di forze rispetto all'asse franco-tedesco, ma riporterebbe in discussione riforme istituzionali e interrogativi sulla federalizzazione.

Messaggio politico ambivalente: da un lato, la ri-aderenza dimostrerebbe il "magnetismo" del progetto europeo; dall'altro, convaliderebbe l'idea che l'uscita non è definitiva, il che potrebbe incoraggiare anche altri stati a utilizzare la minaccia di uscita come strumento di negoziazione.

Conclusione implicita

Il ritorno del Regno Unito nell'UE non è più uno scenario fantasioso, ma un orizzonte di dibattito credibile alimentato dai costi palpabili della Brexit e dal cambiamento di clima nella società britannica. Tuttavia, il cammino dalla discontento alla ri-aderenza passa attraverso passi difficili: la ricostruzione di un consenso interno, negoziazioni politiche complicate con Bruxelles e la gestione delle conseguenze per una democrazia che è già stata, una volta, divisa su questo tema.

Analisi realizzata con il supporto di Perplexity

Ultime notizie

22:59

Il Pentagono chiede all'industria della difesa americana di aumentare rapidamente la produzione e la consegna di armamenti

22:45

CNAS rivela frodi nel sistema sanitario: Consultazioni fittizie per pazienti vulnerabili: "Hanno dimenticato di chiedere se i pazienti sono ancora in vita"

22:38

Un deposito di forniture mediche dell'OMS a Dnipro, Ucraina, è stato attaccato e distrutto

22:29

Botoșani: Donna arrestata dopo che avrebbe ucciso il suo compagno e l'avrebbe sepolto nel cortile di casa

22:05

Elon Musk rifiuta l'uso di Starlink da parte dell'Ucraina per attacchi in Russia

Vedi altre notizie

NOTIZIE SUGLI STESSI ARGOMENTI

event image
Internazionale
L'idea del ritorno del Regno Unito nell'Unione Europea, conosciuta come 'Bre-entry', guadagna terreno nella politica britannica, sullo sfondo delle insoddisfazioni legate alla Brexit.
event image
UE
La Brexit è sempre più rimpianto nel Regno Unito, ma la vecchia paura dell'immigrazione blocca ancora il ritorno verso l'Europa
event image
Internazionale
Sondaggio: Due terzi dei cittadini dell'UE supporterebbero il ritorno del Regno Unito nel blocco comunitario
event image
UE
L'ex leader laburista Neil Kinnock afferma che la Gran Bretagna deve unirsi di nuovo all'Unione Europea, considerando questa un'azione patriottica
event image
Internazionale
Wes Streeting e Andy Burnham sostengono che il Regno Unito dovrebbe tornare nell'Unione Europea. Streeting considera la Brexit un errore catastrofico.
event image
Esclusivo
ANALISI I soldi PNRR, gli stipendi dei dipendenti pubblici e la vera posta in gioco: chi è disposto a sacrificare la tranche di 770 milioni di euro
app preview
Feed di notizie personalizzato, ricerca con AI e notifiche in un’esperienza più interattiva.
app preview app preview
Brexit inversione Tornare Regno Unito Unione Europea

Raccomandazioni dell’editore

main event image
Attualità
3 ore fa

Irinel Scrioșteanu, dopo l'affondamento delle chiatte nel Danubio: Lotta vinta, buon risultato, ma il pericolo non è passato [...] i corsi d'acqua del Danubio sono forti e possono essere molto imprevedibili.

Fonti
imagine sursa
imagine sursa
imagine sursa
imagine sursa
imagine sursa
+5
main event image
Opinioni
Ieri 19:08

Andrei Cornea: „I molti” e i loro esperti detestati

main event image
Esclusivo
Ieri 10:25
Contenuto esclusivo

IT News Review di Control F5 Software: L'UE considera necessaria la monitorizzazione dei sistemi AI ad alto rischio

app preview
Feed di notizie personalizzato, ricerca con AI e notifiche in un’esperienza più interattiva.
app preview
app store badge google play badge
  • Ultima ora
  • Esclusivo
  • Sondaggi INSCOP
  • Podcast
  • UE
  • Diaspora
  • Repubblica di Moldova
  • Politica
  • Economia
  • Attualità
  • Internazionale
  • Sport
  • Salute
  • Educazione
  • Scienza IT&C
  • Arte & Lifestyle
  • Opinioni
  • Elezioni 2025
  • Ambiente
  • Chi siamo
  • Contatto
Informativa sulla privacy
Politica sui cookie
Termini e condizioni
Licenze open source
Tutti i diritti riservati Strategic Media Team SRL

Tecnologia in partnership con

anpc-sal anpc-sol