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Il presidente della Grecia, Constantine Tassoulas, ha ribadito domenica, a Lingiades, nel nord del Paese, le richieste di Atene riguardo alle riparazioni di guerra da parte della Germania. La dichiarazione è stata rilasciata nell’ambito delle cerimonie dedicate all’83º anniversario del massacro commesso nella località dalle truppe tedesche di occupazione.
Tassoulas ha affermato che le rivendicazioni della Grecia sono «in vigore, legittime, imprescrittibili e suscettibili di essere rivendicate». Ha sottolineato che lo Stato ellenico non dimenticherà i crimini di guerra e le atrocità commesse contro i civili.
Il 3 ottobre 1943, i militari della divisione tedesca Edelweiss saccheggiarono e incendiarono Lingiades, poi giustiziarono 86 abitanti del villaggio e tre persone della vicina località di Amfithea. Tra le vittime vi furono 41 bambini.
La Grecia, occupata dalla Wehrmacht durante la Seconda guerra mondiale, chiede risarcimenti per le distruzioni provocate e il rimborso di un prestito imposto dalle autorità tedesche. Secondo i calcoli di Atene, il valore complessivo è stimato tra 278 e 341 miliardi di euro.
Nel 2014, il presidente tedesco Joachim Gauck visitò Lingiades e depose una corona di fiori al monumento delle vittime. Berlino respinge tuttavia le richieste della Grecia e sostiene che la questione delle riparazioni sia stata risolta giuridicamente.
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