La Corte dei Conti Europea ha emesso un avvertimento riguardo alla situazione economica e di sicurezza dell'Unione Europea, evidenziando la dipendenza da un numero ristretto di paesi per l'approvvigionamento di materie prime critiche.
Le materie prime critiche sono essenziali per la transizione energetica e l'autonomia strategica dell'UE. Sebbene un regolamento adottato nel 2024 miri a garantire l'approvvigionamento di 26 minerali critici, la Corte ha avvertito che l'Unione si troverà ad affrontare difficoltà nel garantire queste risorse fino alla fine del decennio. Keit Pentus-Rosimannus, membro della Corte, ha sottolineato che senza queste materie prime, l'UE non può realizzare la transizione energetica e comprometterà la competitività. Inoltre, gli sforzi di riciclo di questi materiali non hanno prodotto risultati significativi, con tassi di riciclo estremamente bassi per la maggior parte dei minerali necessari. I progetti di estrazione delle materie prime in Europa sono ancora all'inizio e potrebbero richiedere molto tempo prima di diventare sostenibili. Questa situazione rende l'UE vulnerabile di fronte alle fluttuazioni del mercato internazionale e minaccia l'obiettivo di diventare una potenza geopolitica indipendente.
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