Il vicegovernatore della BNR, Cosmin Marinescu, ha dichiarato che la guerra in Medio Oriente genera gravi incertezze, aumentando l'inflazione e rallentando l'attività economica. L'impatto a breve termine si fa sentire attraverso l'aumento dei prezzi dei combustibili, mentre gli effetti a lungo termine dipendono dall'evoluzione del conflitto. Il prezzo del petrolio è aumentato significativamente, influenzando i prezzi al consumo e i costi di produzione. In Romania, l'inflazione ha superato il 10%, e le vendite al dettaglio sono diminuite del 6,8% rispetto all'anno scorso. La crisi politica ha portato alla svalutazione del leu e all'aumento dei tassi d'interesse, influenzando il potere d'acquisto dei romeni. Quasi l'80% dei romeni ha ridotto le spese non essenziali per far fronte alle pressioni economiche. La BNR adotta un approccio prudente, aspettando di valutare l'impatto a lungo termine di questi shock esterni e interni sull'economia.
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