Secondo il verbale della riunione di politica monetaria della BNR del 15 maggio, si prevede che il tasso annuale di inflazione raggiunga il 10,3% a metà dell'anno corrente e scenda al 5,5% a dicembre 2026, una previsione più pessimistica rispetto a quella precedente. I rischi per il tasso di cambio del leu rimangono elevati, e l'attività economica sentirà l'impatto del consolidamento fiscale e dell'inflazione. I membri del Consiglio della BNR hanno sottolineato il decongestionamento del mercato del lavoro e le incertezze legate ai costi della forza lavoro.
L'inflazione è aumentata a causa dell'aumento dei prezzi dei combustibili e di altri beni, e l'economia ha registrato una diminuzione nel primo trimestre del 2026. Inoltre, si stima una leggera diminuzione del consumo delle famiglie, ma un recupero è atteso nel 2027, sostenuto da fondi europei. La stabilità politica e l'uso efficiente dei fondi europei sono essenziali per la ripresa economica. La BNR ha deciso di mantenere il tasso d'interesse di riferimento al 6,50% per garantire la stabilità dei prezzi.
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