Il prezzo dell'alluminio ha registrato un aumento significativo sui mercati internazionali, raggiungendo circa 3.370 dollari per tonnellata, a causa delle perturbazioni dell'approvvigionamento causate dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Questa situazione ha portato a un aumento iniziale fino al 10% dei contratti futures a 3 mesi alla Borsa dei Metalli di Londra, stabilizzandosi successivamente a un incremento di circa l'8%.
L'alluminio, un metallo essenziale per diverse industrie, tra cui elettronica e costruzioni, è colpito dalla riduzione della produzione in Bahrain, dove la compagnia Alba ha diminuito la capacità annuale del 19%.
Gli analisti del CRU Group avvertono che il prezzo potrebbe raggiungere i 4.000 dollari per tonnellata a causa delle scorte basse e dei rischi di interruzione dell'approvvigionamento.
L'evoluzione del conflitto influenzerà significativamente il mercato, e la Cina, il più grande produttore mondiale, potrebbe intervenire per regolare l'offerta.
Sebbene i prezzi siano volatili, gli investitori al dettaglio non sembrano attratti dall'alluminio, preferendo metalli come l'argento o il rame.
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