Il Parlamento europeo ha approvato mercoledì 16 settembre, a Strasburgo, la grande riforma del Codice doganale dell’Unione europea. Le nuove norme introducono una tassa di trattamento per ogni articolo acquistato presso negozi online al di fuori dell’UE e consegnato direttamente ai consumatori europei, nonché una nuova Autorità doganale dell’UE.
La tassa sarà pagata dall’entità che versa anche gli altri dazi doganali applicabili al pacco, per evitare che i costi vengano trasferiti ai consumatori. L’importo sarà stabilito dalla Commissione europea e rivisto ogni due anni. Gli Stati membri inizieranno la riscossione entro il 1° novembre 2026.
Le piattaforme e i venditori di Paesi terzi saranno considerati importatori e dovranno fornire i dati necessari, pagare i dazi e garantire la conformità dei prodotti alla legislazione europea. Le aziende che violano ripetutamente le norme potranno ricevere multe comprese tra l’1% e il 6% del valore delle merci importate negli ultimi 12 mesi.
La riforma prevede inoltre la creazione del sistema informatico EU Data Hub, che sostituirà almeno 111 sistemi nazionali. Il suo utilizzo sarà facoltativo dal 2031 e obbligatorio entro il 2034. L’autorità doganale europea, con sede a Lille, coordinerà la gestione dei rischi e la cooperazione tra gli Stati.
Il Consiglio dell’UE aveva già approvato la riforma e il voto del Parlamento ha rappresentato l’ultima fase della procedura. Le norme entreranno in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e saranno applicate integralmente 12 mesi dopo l’entrata in vigore.
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